giovedì 25 giugno 2026

Il quadro di San Mamiliano restaurato

 Ieri mattina si è concluso il laboratorio degli studenti americani provenienti dalla scuola di restauro di Firenze della dottoressa Roberta Lapucci, Lorenzo de’ Medici, impegnati nel recupero conservativo del quadro di San Mamiliano, protettore dell’Isola di Montecristo, custodito nella chiesetta del porto di Marina di Campo. “Si è trattato – ha riconosciuto al Tirreno Giorgio Giusti, presidente del Gruppo Storico La Torre – di un ottimo intervento di recupero condotto con molta professionalità e attenzione, dotto la guida della dottoressa Lapucci che non ci stancheremo mai di ringraziare. La questione del restauro era aperta da anni. Già nell'agosto 2015 il nostro Gruppo Storico Culturale aveva sottoposto all'attenzione del pubblico la grave situazione in cui versava il quadro. Oggi tutti i nostri timori e paure sono fugate. Siamo persino riusciti a risalire alla data esatta in cui il quadro è stato fatto. È il 1853 e l’autore non è più ignoto, come si legge nella guide storiche dell’Elba, ma ha un nome e cognome. Si tratta del pittore Giuseppe Fossi”. La tela, che misura 190×290 cm, ritrae il Santo vestito dei paramenti sacri nell'atto di schiacciare il drago ed è l'unico esemplare all'Elba con una simile rappresentazione. Sono facilmente distinguibili e riconoscibili sullo sfondo l’isola di Montecristo, dove il vescovo di Palermo, nel V secolo, si rifugiò per sfuggire alle persecuzioni dei Vandali guidati da Genserico, che imponevano con la violenza il culto ariano, come pure il porto della Marina di Campo. Il quadro si conserva nell’omonima chiesetta, un piccolo edificio di culto ora inglobato nell'area urbana di Marina di Campo, legato alla venerazione del santo molto sentito in tutto l'arcipelago toscano. È stato ripreso a tutto tondo al centro della tela, nell’atto in cui si presta a uccidere il drago. “Presentava discreti problemi conservativi – continua sempre Giorgio Giusti – Anche la cornice in cui era fermato il dipinto aveva non pochi problemi. Abbiamo avuto la fortuna di ospitare il gruppo di studenti restauratori che hanno lavorato con amore e dedizione e ci hanno regalato un’opera molto importante per la nostra comunità e per l’Isola tutta”. Ieri sera ha avuto luogo a partire dalle 21,30 la conferenza finale presso il giardino interno al Club del Mare di Marina di Campo, dove sono stati illustrati tutti i passaggi eseguiti sul dipinto del Santo di Montecristo. “È stata anche l'occasione - ha concluso infine il presidente della Torre - per porgere all'intero gruppo di restauro il nostro più sentito ringraziamento a nome di tutto il Gruppo Storico Culturale la Torre e tutti i cittadini legati alla cultura del nostro territorio, nella speranza che in futuro si possa ripetere questa positiva esperienza che ha visto la fondamentale partecipazione al progetto di una struttura alberghiera di Marina di Campo”.


venerdì 19 giugno 2026

MUSEI NAZIONALI DELLE RESIDENZE NAPOLEONICHE DELL’ISOLA D’ELBA - Concluso il grande progetto di restauro finanziato dal PNRR

 


Si conclude uno dei più importanti interventi di recupero e valorizzazione realizzati negli ultimi decenni sul patrimonio culturale dell’Isola d’Elba. Venerdì 19 giugno 2026, alla presenza della Direttrice regionale Musei nazionali Toscana del Ministero della Cultura, Carlotta Paola Brovadan, del Sindaco di Portoferraio Tiziano Nocentini e delle autorità civili e culturali del territorio, saranno inaugurati i giardini delle Residenze Napoleoniche dell’Isola d’Elba restaurati e riaperta la Palazzina dei Mulini, al termine del complesso progetto di restauro finanziato attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che restituisce al pubblico di cittadini e turisti l’intera bellezza dei giardini, ampie porzioni di percorsi, bastioni e aree verdi rimaste per lungo tempo inaccessibili o compromesse.

Contestualmente sarà inaugurata la mostra antologica “50 Years of Creation” del Maestro Andrea Roggi, un grande progetto espositivo che celebra cinquant’anni di attività artistica attraverso un percorso diffuso tra la Palazzina dei Mulini, Villa San Martino e il Molo Elba di Portoferraio.

La riapertura al pubblico delle Residenze Napoleoniche avverrà dal giorno successivo, sabato 20 giugno.

Un investimento PNRR da due milioni di euro

L’intervento, finanziato integralmente dal Ministero della Cultura nell’ambito dell’Investimento PNRR 2.3 “Programmi per valorizzare l’identità dei luoghi: parchi e giardini storici”, ha beneficiato di un finanziamento complessivo di 1.999.980 euro.

I Musei Nazionali delle Residenze Napoleoniche dell’Isola d’Elba – Villa San Martino e Palazzina dei Mulini – erano stati selezionati tra i migliori progetti nazionali dedicati al recupero dei giardini storici, riconoscendo l’eccezionale valore storico, paesaggistico e culturale dei luoghi che ospitarono Napoleone Bonaparte durante il suo esilio elbano tra il 1814 e il 1815.

L’obiettivo dell’intervento è stato quello di restituire leggibilità storica e piena fruibilità a un sistema monumentale unico, ampliando le aree accessibili al pubblico e rafforzando il rapporto tra le residenze napoleoniche e il territorio circostante. L’intervento nasce da un ampio lavoro di ricerca storica, archivistica e paesaggistica che ha permesso di ricostruire l’evoluzione delle due residenze e dei loro spazi aperti, approfondendo il rapporto tra architettura, paesaggio e progetto napoleonico dell’isola. Lo studio ha evidenziato come Napoleone considerasse i giardini parte integrante della propria visione politica e residenziale: non semplici spazi ornamentali, ma luoghi produttivi, di rappresentanza e di controllo del territorio.



Il restauro dei Giardini storici della Palazzina dei Mulini

il recupero dei giardini della Palazzina dei Mulini, nel cuore della cittadella medicea di Portoferraio è stato sviluppato attraverso un rigoroso approccio filologico fondato sullo studio della documentazione storica, delle stampe ottocentesche e delle testimonianze archivistiche che descrivono l’assetto dei giardini durante il soggiorno napoleonico.

Il restauro ha consentito di ripristinare il disegno storico del giardino all’italiana, recuperando percorsi, terrazzamenti, visuali panoramiche e aree botaniche, con la reintroduzione delle essenze arboree e arbustive documentate nelle fonti storiche.

Particolare attenzione è stata dedicata alla ricostruzione del rapporto tra il giardino napoleonico e il sistema dei bastioni medicei, restituendo continuità tra architettura, paesaggio e fortificazioni storiche.

I visitatori potranno nuovamente percorrere uno degli spazi più suggestivi dell’isola: oltre 5.000 metri quadrati di giardini affacciati sulla rada di Portoferraio e sul mare aperto, da sempre considerati parte integrante della residenza imperiale.

Villa San Martino e il Parco napoleonico

A Villa San Martino il progetto si è concentrato sul recupero del rapporto tra la residenza e il paesaggio rurale e forestale circostante, secondo l’originaria concezione napoleonica della “tenuta modello”, dedicata insieme agli otia del gentiluomo di campagna e alla sperimentazione agricola.

Sono stati restaurati e messi in sicurezza i percorsi storici, recuperate le connessioni con il sistema ambientale del territorio elbano e valorizzati gli elementi architettonici e naturalistici presenti nel parco. Il restauro si è concentrato sulle architetture vegetali, sul recupero delle specie storiche, con la riqualificazione delle pavimentazioni, il miglioramento dell’accessibilità e la valorizzazione delle visuali storiche e paesaggistiche, per trasformare i giardini in un sistema culturale e naturalistico aperto e pienamente integrato nel territorio.

L’intervento ha interessato anche il sistema della sentieristica, le fontane ornamentali, le sedute in pietra, le vasche storiche e la Fontana di Napoleone, restituendo al pubblico un articolato percorso immerso in circa 35.000 metri quadrati di parco storico.

Un’attenzione particolare è stata inoltre dedicata all’accessibilità, alla qualità dell’accoglienza e al miglioramento complessivo della fruizione dei due complessi museali.


Un progetto di studio e ricerca

Il restauro è il risultato di un lungo lavoro di ricerca storica, archivistica e paesaggistica che ha consentito di ricostruire l’evoluzione delle due residenze e dei loro spazi aperti.

Gli studi filologici e storici sono stati curati dal Direttore delle Ville Napoleoniche Andrea Camilli; il procedimento è stato seguito dal RUP Luca Gullì con la collaborazione di Luciana Linzalone e Francesca Bacci, mentre la progettazione e la direzione scientifica degli interventi sui giardini sono state affidate allo studio Bellesi Giuntoli.

L’intero percorso progettuale è illustrato nel volume “I giardini delle Residenze Napoleoniche dell’Isola d’Elba. La storia e il progetto di restauro”, a cura di Andrea Camilli e Luca Gullì, pubblicato da Pacini Editore.


Il progetto rappresenta uno degli interventi più significativi degli ultimi decenni sul patrimonio napoleonico dell’Elba e costituisce un passaggio fondamentale nel processo di rilancio e valorizzazione delle due residenze museali, tra i luoghi più visitati del sistema culturale toscano.

La riapertura del 20 giugno segnerà quindi non solo la restituzione di importanti spazi monumentali alla collettività, ma anche il completamento di un articolato percorso di studio, tutela e rigenerazione paesaggistica che restituisce nuova leggibilità storica ai luoghi vissuti da Napoleone durante il suo esilio elbano.

I lavori non si esauriscono con queste realizzazioni; sono previsti a breve la completa revisione dei percorsi di visita, con un articolato sistema di didattica, la realizzazione di nuovi ingressi e ulteriori interventi di valorizzazione delle aree e degli edifici parte dei complessi

“50 Years of Creation”

L’arte di Andrea Roggi nelle Residenze Napoleoniche

La conclusione dei lavori coincide con l’inaugurazione di “50 Years of Creation”, la grande mostra antologica dedicata ad Andrea Roggi.

Dopo la presentazione internazionale alle Galeries Bartoux di Parigi, il progetto approda all’Isola d’Elba sviluppandosi tra la Villa dei Mulini, la Villa di San Martino e un’installazione monumentale sul Molo Elba di Portoferraio, proponendo un dialogo originale tra arte contemporanea, storia e paesaggio.

50 Years of Creation offre l’occasione per rileggere l’evoluzione della ricerca di Roggi, dagli esordi degli anni Ottanta fino alle opere più recenti. Al centro della sua poetica si ritrovano temi che attraversano l’intero percorso dell’artista: il rapporto tra uomo e natura, il simbolo dell’Albero della Vita, l’idea di crescita, rinascita e connessione tra le generazioni.

Nel corso dei decenni Roggi ha sviluppato un linguaggio immediatamente riconoscibile, caratterizzato da figure umane che si fondono con elementi vegetali e da un costante equilibrio tra forza plastica e tensione spirituale. Parallelamente ha approfondito la propria ricerca tecnica, arrivando a elaborare la fusione dinamica, procedimento che consente alle sue sculture monumentali di svilupparsi nello spazio attraverso equilibri complessi e forme sospese.

La mostra all’Isola d’Elba non si presenta come una semplice antologica, ma come un racconto che mette in relazione opere, luoghi e memoria. Le sculture dialogano infatti con gli spazi legati alla presenza napoleonica sull’isola, costruendo un percorso che attraversa architetture storiche, scorci affacciati sul mare e luoghi simbolici della città di Portoferraio.

Attraverso 50 Years of Creation, il pubblico è invitato a ripercorrere una ricerca artistica che nell’arco di mezzo secolo ha mantenuto una forte coerenza poetica, continuando al tempo stesso a rinnovarsi nel confronto tra materia, natura e visione contemporanea.


Napoleone e il Premio Letterario: il libro come fondamento di memoria e conoscenza

Nell'ambito dell'apertura straordinaria di sabato 20 giugno, alle ore 17.45, nelle sale della Palazzina dei Mulini si terrà il lancio ufficiale della 54ª edizione del Premio Letterario Internazionale Isola d’Elba, promosso dal Comitato del Premio in occasione dei 150 anni del Corriere della Sera, in collaborazione con il Comune di Portoferraio, la Gestione Associata per il Turismo e le associazioni di categoria elbane. La presenza nelle ville napoleoniche di una tale iniziativa non è casuale, ma strettamente collegata con l'istituzione della prima biblioteca civica dell'Isola, conseguenza diretta del lascito di Napoleone all'Isola d'Elba all'atto della sua partenza, che ha comportato il conferimento al popolo elbano della biblioteca privata dell'Imperatore, quella stessa costituita dai volumi scelti che lo avevano seguito in esilio da Fontainebleau.  

La mostra “50 Years of Creation” è compresa nel biglietto di ingresso dei Musei Nazionali delle Residenze Napoleoniche.

Aperture straordinarie per il fine settimana inaugurale

Palazzina dei Mulini e Villa San Martino

sabato 20 e domenica 21 giugno 2026, ore 9.00 – 18.30 ultimo ingresso ore 18.00

Successivamente entreranno in vigore i consueti orari di apertura alternata delle due sedi museali.

Palazzina dei Mulini:

lunedì e giovedì 14.00-18.30 (ultimo ingresso ore 18.00); 

martedì chiusura settimanale; 

mercoledì e venerdì 09.00-13.30 (ultimo ingresso ore 13.00); 

sabato, domenica e festivi 09.00-13.30 (ultimo ingresso ore 13.00). 

Villa di San Martino: 

lunedì chiusura settimanale; 

martedì e giovedì 09.00-13.30 (ultimo ingresso ore 13.00); 

mercoledì e venerdì 14.00-18.30 (ultimo ingresso ore 18.00); 

sabato, domenica e festivi 09.00-13.30 (ultimo ingresso ore 13.00). 





___________________Uffici stampa, promozione e comunicazione