martedì 24 novembre 2020

Portoferraio, arrivano i soldi allo Smart


 Il progetto dal titolo “S.M.AR.T rEvolution: strategie comunicative per l’accessibilità museale”, proposto dai Comuni che hanno aderito al sistema e presentato alla Regione dal Comune di Portoferraio, si è piazzato al decimo posto su 22 concorrenti che hanno preso parte al bando (17 dei quali finanziati), aggiudicandosi un contributo di 24.720 euro. Ne dà notizia il Comune di Portoferraio, ente capofila del Sistema museale dell'Arcipelago toscano, dopo aver consultato la graduatoria pubblicata sul sito web della Regione Toscana. “La recente costituzione dello Smart-Sistema Museale dell’Arcipelago Toscano – si legge nel comunicato stampa - ha visto in questi giorni un altro importante passo verso la sua strutturazione: la Regione Toscana ha infatti riconosciuto un importante finanziamento per la realizzazione di attività strategiche alla messa in rete dei Musei dell’arcipelago”. Il progetto, di cui si parla, ha come obiettivo la realizzazione di un sito internet interattivo e innovativo che, oltre a presentare l’offerta museale delle Isole, sia anche in grado di dare informazioni in merito alla mobilità dolce: sentieri percorribili a piedi o in bicicletta che connettano i musei tra loro e con le aree di interesse culturale e naturalistico. “Uno strumento - come si legge nel comunicato del Comune di Portoferraio - in linea con le nuove esigenze turistiche, sempre più mirate alla sostenibilità ambientale e alla consapevolezza del territorio. Il sito internet di rete sarà il punto di partenza fondamentale per un percorso, quello dello Smart, che sembra indirizzato verso la creazione di un vero e proprio valore aggiunto, quel tessuto connettivo che sul territorio è sempre mancato.” L’emergenza legata al Covid-19 ha posto l’attenzione sulla reale necessità dei musei di dotarsi di strumenti innovativi per vivere anche online: su questa necessità contingente si innesta il bisogno specifico del sistema museali di implementare strategie che potenzino il concetto di rete, permettendo il superamento del distanziamento territoriale e istituzionale, tanto dal punto di vista dell’utente che dal punto di vista delle amministrazioni e degli operatori. Dal Comune di Portoferraio spiegano inoltre che questo percorso sarà accompagnato da uno studio professionale in grado di definire strategie di comunicazione e marketing per il raggiungimento di obiettivi a breve, medio e lungo termine. Fra i punti salienti del progetto, oltre alla creazione di itinerario naturalistici in linea con la Carta Europea del Turismo Sostenibile, viene evidenziata la particolare attenzione che sarà riservata al tema dell’accessibilità museale, nonché alla creazione di materiale didattico-informativo destinato a target diversi e in grado di superare le barriere. "La realizzazione del progetto prevede step serrati che porteranno il sito a essere attivo e utilizzabile da turisti e comunità locale entro l’inizio della prossima stagione turistica e allora, dopo questo periodo così complesso fatto di isolamento, buone passeggiate – conclude il comunicato - tra natura e cultura nelle Isole dell’arcipelago".

mercoledì 18 novembre 2020

Miniera di Calamita, patrimonio dell'Umanità dell'Unesco?


 Luce verde dell’amministrazione comunale, perché il parco minerario di Calamita sia inserito in un prossimo futuro nell’elenco dei beni del Patrimonio mondiale dell’Unesco. E la giunta Montagna approva, grazie a una delibera, la costituzione di un comitato a sostegno di questa candidatura. E ci sono seri motivi a sostegno della proposta. “Le miniere del ferro dell’Isola d’Elba – si legge nel documento dell’esecutivo Montagna - sono state tra i più antichi depositi ferrieri sfruttati nel mondo (sin dall’epoca etrusca), dando vita alla creazione di siti specializzati nelle aree di Rio e Capoliveri nell’estrazione e nella lavorazione del ferro mediante fusione del minerale. Questi siti costituiscono, a partire dal primo ‘900, un esempio di impianto minerario di grande valore geologico, poiché qui si estraevano magnetite, ematite, pirite, limonite, siderite quali sorgenti primarie e principali per la realizzazione dell’acciaio. In considerazione poi del fatto – si legge sempre nel documento - che il parco minerario dell’Isola d’Elba di cui è parte il parco minerario del monte Calamita di Capoliveri è diventato esempio di inestimabile valore ambientale e culturale grazie alla commistione tra le suggestive e incontaminate bellezze naturali e il complesso degli edifici che ospitavano gli uffici e le lavorazioni della miniera, oggi sono autentici gioielli di archeologica industriale dei primi del ‘900 che danno vita a uno scenario unico nel suo genere”. Senza poi dimenticare che in questo sito di escavazione via hanno lavorato generazioni e generazioni di minatori non solo di Capoliveri, ma provenienti da altri paesi dell’Elba, contribuendo con la loro manodopera allo sviluppo industriale e siderurgico della nazione. Ma oggi la minierà di Calamita si arricchisce di un’altra eccellenza, che è quella costituita dall’interesse archeologico-minerario e turistico, insieme a quella artistica e d’intrattenimento. “Dopo la cessazione dell’attività estrattiva – continua il documento apoprovato dalla giunta di Capoliveri - le miniere dell’Isola d’Elba costituiscono oggi la sede di importanti eventi culturali e didattici quali laboratori e musei, nonché la cornice naturale di importanti manifestazioni culturali fra cui il Magnetic Opera Festival (festival di lirica, danza e musica) di respiro internazionale con esibizione di artisti provenienti da tutto il mondo che si esibiscono nella cava naturale antistante la Galleria del Ginevro nel sito minerario di Capoliveri”. Se è vero che l’Italia è uno dei Pesi membri dell’Unesco e che rappresenta il Paese con il maggior numero al mondo di Patrimoni dell’Umanità, ci potrebbe stare anche Calamita.

Incontro per il futuro dell'Elba

 


Rappresentanti di Confesercenti, Confcommercio, Cna e associazione degli albergatori hanno incontrato il coordinamento delle pro loco elbane per condividere un piano di azione che veda le sinergie di soggetti pubblici e privati puntando allo sviluppo sostenibile dell’Isola. Non solo da un punto di vista ambientale. Ma anche culturale e sociale, coinvolgendo tutta la cittadinanza. In questo periodo s’impone una riflessione sull’Elba dei prossimi anni e sulle azioni da mettere in campo per rendere l’Isola destinazione turistica in ogni stagione. Isola non solo da abitare per ferie. Ma anche da frequentare per periodi che vanno al di là della vacanza per chi volesse sperimentare una diversa qualità della vita. Pensionati, smartworkers, artigiani, artisti, agricoltori, giovani coppie potrebbero ripopolare i paesi, soprattutto dove si registra un invecchiamento della popolazione residente, favorendo un ricambio generazionale e nuove imprese. Da progetto Elba Smart Working, lanciato da diversi portatori d’interesse elbani, si sta affinando un programma di lavoro che veda le associazioni di categoria al fianco dei loro associati per proporre nuove soluzioni e progetti a sostegno delle professioni e delle attività, e le Pro Loco come soggetti che dialogano con le proprie comunità per avviare un cambiamento culturale che parta dal basso e veda coinvolta nell’accoglienza tutta la popolazione dell’Elba. L’Idea “Elba d’inverno” di cui Elba Smart Working è una declinazione, punta a far dialogare chi offre alloggi, in appartamenti o in strutture recettive, con coloro che garantiscono attività commerciali e servizi tutto l’anno, al fine di migliorare anche i trasporti, la sanità e il mondo della scuola, con importanti ricadute per i residenti, superando i gap che l’isola ha sempre lamentato. Le Associazioni di categoria hanno presentato già un primavera un documento propedeutico alla costituzione dell’Osservatorio turistico di destinazione, dove individuavano le criticità dei loro settori ma proponevano anche soluzioni per avviare un progetto di rilancio dell’ economia elbana. Le pro loco da mesi sono impegnate in una serie di incontri per fornire idee e contribuiti operativi al costituendo Osservatorio, ma anche per raccogliere informazioni utili alla creazione di una mappa dei servizi, delle attività culturali e delle opportunità che il territorio offre, sia in estate che in altri periodi dell’anno, stimolando la partecipazione attiva dei cittadini. Le Pro Loco hanno iniziato un confronto anche con le amministrazioni locali con le quali si interfacciano abitualmente per la gestione dei punti informazione o per la programmazione di eventi e feste.