Rio Marina, Rione Castello
Uno studio di fattibilità tecnico-economica (investimento previsto 1,8 milioni di euro) per valorizzare il rione storico del Castello, abbarbicato sopra il porto di Rio Marina. Il progetto è stato affidato allo studio Ingeo e il commissario straordinario, Girolamo Bonfissuto, ha approvato recentemente l'atto burocratico, gettando di fatto un ponte fra la precedente amministrazione comunale (che lo aveva previsto) e quella che si formerà dalle urne di maggio (che dovrebbe realizzarlo). Un passaggio di consegne, dunque, nel segno di un «adeguamento funzionale delle infrastrutture esistenti». Si parla di rifacimento delle reti dei servizi idrici e fognari e della rielaborazione delle pavimentazioni delle vie del Castello. Progettato anche il completo rifacimento dei servizi, con l'ammodernamento di metodi e materiali utilizzati per adeguare funzionalmente le infrastrutture. Ciò significa demolire totalmente (o parzialmente) le pavimentazioni esistenti delle vie con successivo ripristino o nuova realizzazione. Ecco come si opererà in merito alle pavimentazioni. Riguardo alla scalinata di via Montebello (110 metri quadri) è previsto il ricollocamento di pavimentazione in pietrame in corrispondenza della traccia per il collegamento delle reti di servizio alle dorsali principali su via Domenico Guerrazzi (totale 100 metri quadri). Infine una nuova pavimentazione sulla superficie delle vie interessate dall'intervento (955 metri quadri).Si tratta di interventi impegnativi, tenendo conto che si dovrà operare su piani di livello diversificati, dato che il rione del Castello insiste su una dorsale collinare. Ma l'obiettivo perseguito è quello di valorizzare il rione Castello, vero cuore pulsante dell'insediamento umano fin dalle prime sue origini. Si legge infatti nella relazione del progetto che la storia di Rio Marina è strettamente legata alle vicende economiche e politiche del vicino comune di Rio nell'Elba, da cui ebbe origine verso la prima metà del 1800. Prima la dominazione etrusca, che farà della metallurgia la principale fonte della sua ricchezza e potenza. Poi romana. Per finire con i Pisani «che nell'attuale zona dei giardinetti della Marina di Rio, costruirono un grande recinto per l'accumulo del minerale, dove intorno al quale sorsero i primi edifici posti al servizio del venario». Ma è con i Lorena, Granduchi di Toscana, che vengono ampliate le infrastrutture del borgo e si aprono nuovi siti minerari. Verso la fine dell'Ottocento la Marina di Rio raggiunge l'apice dello sviluppo e l'autonomia amministrativa, staccandosi definitivamente dal municipio di Rio nell'Elba. «Il borgo sul mare - si legge sempre nella relazione tecnica - è formato essenzialmente da marinai, armatori, costruttori navali, spedizionieri, calafati, mentre i cavatori rimangono una minoranza subalterna. Qualcuno dice che a Rio Marina la cultura è venuta dal mare, ma è stata forgiata nelle miniere di ferro. La storia del rione Castello fornisce le fondamentali indicazioni sulle caratteristiche dei luoghi e la loro connotazione allo stato attuale rimarcando l'importanza dei caratteri contrapposti di mare e miniera». Fin qui l'atto approvato dal commissorio Bonfissuto. Ora la palla passa ai prossimi amministratori, per dare forma e concretezza al progetto.


