lunedì 5 febbraio 2024

Museo archeologico di Rio Elba, ricostruita una capanna preistorica

 


RIO NELL’ELBA

La giunta Corsini ha detto sì al progetto che prevede la realizzazione, all’interno del museo archeologico del Distretto Minerario ubicato nell’edificio del Barcocaio, di un ambiente riproducente una scena di vita preistorica dell’epoca eneolitica. Costo dell’intera operazione 38.300 euro. Che prevede la collocazione di teche, una capanna e un forno per la lavorazione del rame. Come pure saranno riprodotte realisticamente tre figure umane in scala 1/1, con proprie fattezze visive e fisiognomiche. È stata la società parco minerario a presentare il progetto all’amministrazione comunale, affidandone alla stessa l’adeguata pubblicizzazione, una volta individuate le necessarie risorse economiche per sostenerne il costo e demandando all’assessore alla Cultura il coordinamento di tutte le attività finalizzate per questo scopo. Da dove prende le mosse un simile progetto? Si sa che il territorio di Rio ha una storia e una tradizione le cui radici affondano in epoche antichissime. Possiede un patrimonio di reperti di una certa consistenza conservati nel museo archeologico, che nel loro insieme costituiscono un patrimonio in grado di rappresentare un eccezionale fattore identitario. L’amministrazione Corsini, mossa dall’intento di valorizzare al massimo tale patrimonio, semmai incrementandolo e incentivando, ha accolto favorevolmente la proposta di fruizione di tutti gli elementi che contribuiscono a mantenere vive le tracce di questa storia, anche nella prospettiva dell’attrazione turistica. In quest’ottica sono state organizzate mostre temporanee di reperti antichi ed eventi culturali a esse collegati, che hanno avuto un buon successo di pubblico, suscitando notevoli interesse e partecipazione. “Tuttavia – si legge nella delibera - il museo archeologico a oggi non sfrutta pienamente le sue enormi potenzialità. Pertanto occorre continuare le attività che possono arricchirne i contenuti, sia in modo temporaneo, sia soprattutto permanente, facendone un punto di attrazione che attiri sempre più visitatori e che costituisce un riferimento per la vita culturale del territorio. Un’opportunità di arricchimento dell’offerta museale davvero eccezionale deriva dai reperti (resti umani ossei e vasellame) trovati nel 1966 nella grotta in Piano di San Giuseppe e risalenti a migliaia di anni, che l’Istituto di Paleontologia Umana dell’Università di Pisa identificò come appartenenti a una necropoli databile all’età del bronzo (tra i 4.000 e i 3.800 anni fa) e riferibile alla cultura eneolitica del Rinaldone. “L’importanza storica di quel ritrovamento - è scritto nell’atto - appare straordinaria ove si consideri che la campagna di scavi permise di recuperare un notevole complesso di manufatti (suppellettili e pezzi di armi) e di accertare la presenza di resti scheletrici che rivelarono la sepoltura in loco di almeno 90 individui, dei quali è stato possibile indagare il sesso, la struttura corporale e anche le età e le cause dei decessi”. Ecco da dove è nata la proposta di allestire, all’interno del museo archeologico di Rio nell’Elba, uno spazio espositivo nel quale ricostruire l’ambientazione preistorica e soprattutto collocarvi figure di personaggi con la fedele ricostruzione delle fattezze umane e dei rispettivi volti. Il tutto dovrà essere pronto per la prossima stagione turistica.

domenica 4 febbraio 2024

Fondazione Isola d0Elba lancia il progetto della cultura contadina

 


PORTOFERRAIO

È partita la campagna di raccolta di materiale fotografico e documentario sulla sulla cultura contadina. Lo scopo è quello di valorizzare le radici isolane. La promuove la Fondazione Isola d’Elba assieme ai partner e sostenitori del progetto Cittadini Custodi della Cultura Contadina Elbana di cui è capofila. Progetto, per altro, che si avvale del contributo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali della Regione Toscana. “In un'epoca in cui la tecnologia avanza a passi da gigante – si legge nel comunicato stampa - è fondamentale non dimenticare le radici che ci legano al passato e che hanno contribuito a formare la nostra identità” È questo lo spirito che ha mosso la Fondazione Isola d’Elba a lanciare un appello ai cittadini per partecipare a questa importante iniziativa sulla cultura contadina. “Molti di noi – si legge sempre nel comunicato - conservano tesori preziosi nei cassetti di casa: fotografie, documenti, lettere e oggetti che narrano storie di un tempo passato, quando la vita ruotava attorno alla terra e alle tradizioni. Questi frammenti di memoria formano un mosaico che rappresenta la storia collettiva dell’isola d’Elba”. Forte di tali considerazione, la Fondazione rivolge a tutti gli elbani indistintamente di aprtire i cassetti dei rispettivi nonni, frugare nelle scatole di cartone, fra gli album di famiglia per fare di tutto quel materiale una selezione e recuperare le testimonianze che siano in grado di ricucire la storia recente dell’isola e della trasformazione della società insulare da contadina prima a industriale poi con lo sviluppo degli altiforni di Portoferraio, per approdare infine alla vocazione turistica e alla sua incredibile accelerazione contraddistinta negli anni di fine Novecento. Vanno bene allora fotografie di antichi raccolti e vendemmie, strumenti agricoli, ricette tramandate di generazione in generazione e qualsiasi altro documento o oggetto legato alla cultura contadina saranno benvenuti. “L'obiettivo – puntualizza il comunicato stampa - è quello di creare un archivio collettivo che rappresenti un primo nucleo di un museo della cultura contadina. Tutti i materiali raccolti saranno catalogati, digitalizzati e restituiti ai legittimi proprietari ed entreranno a far parte di un patrimonio collettivo da trasmettere alle generazioni future. Inoltre, l'archivio sarà reso accessibile a tutti, contribuendo così a diffondere la conoscenza e la valorizzazione della nostra ricca eredità culturale”. Per partecipare all’iniziativa, è sufficiente consegnare i materiali presso la sede della Fondazione Isola d’Elba, in viale Teseo Tesei al numero 12 a Portoferraio, previo appuntamento al numero +39 338 384 4558. In alternativa, è possibile digitalizzare in alta qualità le fotografie e i documenti e inviarli all'indirizzo e-mail fondazioneisoladelba@gmail.com. “Insieme – conclude l’appello della Fondazione Isola d’Elba - possiamo preservare la cultura che ha plasmato la nostra comunità”.