Museo archeologico di Rio Elba, ricostruita una capanna preistorica
RIO NELL’ELBA
La giunta Corsini ha detto sì al progetto che prevede la realizzazione, all’interno del museo archeologico del Distretto Minerario ubicato nell’edificio del Barcocaio, di un ambiente riproducente una scena di vita preistorica dell’epoca eneolitica. Costo dell’intera operazione 38.300 euro. Che prevede la collocazione di teche, una capanna e un forno per la lavorazione del rame. Come pure saranno riprodotte realisticamente tre figure umane in scala 1/1, con proprie fattezze visive e fisiognomiche. È stata la società parco minerario a presentare il progetto all’amministrazione comunale, affidandone alla stessa l’adeguata pubblicizzazione, una volta individuate le necessarie risorse economiche per sostenerne il costo e demandando all’assessore alla Cultura il coordinamento di tutte le attività finalizzate per questo scopo. Da dove prende le mosse un simile progetto? Si sa che il territorio di Rio ha una storia e una tradizione le cui radici affondano in epoche antichissime. Possiede un patrimonio di reperti di una certa consistenza conservati nel museo archeologico, che nel loro insieme costituiscono un patrimonio in grado di rappresentare un eccezionale fattore identitario. L’amministrazione Corsini, mossa dall’intento di valorizzare al massimo tale patrimonio, semmai incrementandolo e incentivando, ha accolto favorevolmente la proposta di fruizione di tutti gli elementi che contribuiscono a mantenere vive le tracce di questa storia, anche nella prospettiva dell’attrazione turistica. In quest’ottica sono state organizzate mostre temporanee di reperti antichi ed eventi culturali a esse collegati, che hanno avuto un buon successo di pubblico, suscitando notevoli interesse e partecipazione. “Tuttavia – si legge nella delibera - il museo archeologico a oggi non sfrutta pienamente le sue enormi potenzialità. Pertanto occorre continuare le attività che possono arricchirne i contenuti, sia in modo temporaneo, sia soprattutto permanente, facendone un punto di attrazione che attiri sempre più visitatori e che costituisce un riferimento per la vita culturale del territorio. Un’opportunità di arricchimento dell’offerta museale davvero eccezionale deriva dai reperti (resti umani ossei e vasellame) trovati nel 1966 nella grotta in Piano di San Giuseppe e risalenti a migliaia di anni, che l’Istituto di Paleontologia Umana dell’Università di Pisa identificò come appartenenti a una necropoli databile all’età del bronzo (tra i 4.000 e i 3.800 anni fa) e riferibile alla cultura eneolitica del Rinaldone. “L’importanza storica di quel ritrovamento - è scritto nell’atto - appare straordinaria ove si consideri che la campagna di scavi permise di recuperare un notevole complesso di manufatti (suppellettili e pezzi di armi) e di accertare la presenza di resti scheletrici che rivelarono la sepoltura in loco di almeno 90 individui, dei quali è stato possibile indagare il sesso, la struttura corporale e anche le età e le cause dei decessi”. Ecco da dove è nata la proposta di allestire, all’interno del museo archeologico di Rio nell’Elba, uno spazio espositivo nel quale ricostruire l’ambientazione preistorica e soprattutto collocarvi figure di personaggi con la fedele ricostruzione delle fattezze umane e dei rispettivi volti. Il tutto dovrà essere pronto per la prossima stagione turistica.


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