Occupazione suolo pubblico, c'è la deroga
È scattata la proroga per i tavolini all’aperto. L’emendamento, scaduto il 31 dicembre 2022, resta valido fino al prossimo 30 giugno 2023. Esso, che di fatto prolunga le deroghe per l'occupazione di suolo pubblico concesse durante la pandemia a bar e ristoranti, è contenuto nella manovra di Bilancio 2023 approvata recentemente dal governo per la soddisfazione di commercianti, ristoratori e baristi. Era stata la stessa Fipe (Federazione italiana dei pubblici esercizi) ad avanzare la richiesta all’esecutivo che l’ha accolta favorevolmente. Per cui vedremo ancora per qualche mese lungo vie, sulle piazze e per strade cittadine e in altri spazi similari pedane, tavolini e ombrelloni (stagione permettendo) in prossimità di pubblici esercizi che potranno ancora continuare a usufruire di tale opportunità. Ma sarà una pace armata. “In questo periodo – ha detto il vicesindaco Luca Baldi (ha la delega al commercio e alle attività produttivi) – stiamo lavorando alla redazione di un nuovo regolamento comunale che pensiamo di redigerlo entro il 19 febbraio prossimo. Stiamo ascoltando tutte le categorie interessate perr vagliare al meglio le condizioni generali da seguire. Diciamo che la situazione dell’occupazione del suolo pubblico è ‘in fieri’, qualsiasi anticipazioni in tal senso sarebbe inopportuna anche perché a essere interessate sono tutte le attività commerciali che insistono in città e nelle immediate vicinanze. Mi pare anche superfluo considerare che le autorizzazioni e le conseguenti misure per l'utilizzo temporaneo di suolo pubblico concesse alle imprese commerciali sono state attivate in una situazione di emergenza, per permettere a bar e ristoranti di lavorare nonostante le problematiche sanitarie. Quindi un’emergenza che oggi ha tutta l'esigenza di essere normalizzata”. “Il problema che questa amministrazione sta affrontando – ha aggiunto Leo Lupi, assessore alla mobilità e al traffico – è comune a tutte le città italiane che attualmente come noi stanno analizzando e dargli una parvenza di normalizzazione, cercando di ascoltare tutti e trovare soluzioni adeguate per il bene della collettività”. Nonostante si sia andati incontro alle esigenze di alcuni operatori che per esercitare la loro professione, in ottemperanza delle norme vigenti, richiedevano maggior spazio, non tutte le attività hanno potuto beneficiare di spazi all’aperto. Per cui, esaurita l’emergenza, appare scontato che si ritorni alla normalità, in attesa della nuova redazione del Regolamento comunale.


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