venerdì 25 dicembre 2020

Portoferraio ai tempi del Covid

“Siamo sotto attacco. Viviano una situazione assai grave. Peggiore di quanto successo nella seconda metà del mese di marzo. E noi e i nostri ragazzi volontari siamo in piena emergenza, in prima linea”. Adriano Bracali, governatore della Messi termine per descrivere la situazione che Portoferraio e di riflesso l’Elba si accinge a vivere nell’imminenza delle festività natalizie. Pare sempre più un bollettino di guerra in cui si contano morti e contagiati. “Non nascondo – continua il governatore dell’arciconfraternita – che dobbiamo far fronte giornalmente con la paura che prima o poi qualcosa di grave capiti anche a noi. Ma poi, alla fine, i sentimenti di solidarietà, di aiuto e fraternità nei confronti delle persone che hanno maggiormente bisogno prevalgono. Ed è quella spinta necessaria che ci fa andare avanti e ci fa sentire vicino all’umanità così duramente colpita dall’emergenza”. Così ieri volontari della confraternita di via Carducci erano a San Martino a mettere ordine alle macchine in coda per effettuare alla stazione mobile dell’Asl il tampone. Oggi sarà la volta della Croce Verde. “Anche noi – riconosce il nuovo governatore Vincenzo Vozza - ci siamo messi a disposizione della comunità per tutte le esigenze e le necessità che si potranno verificare da ora fino alla fine del mese. Ci sarebbe stata la consegna dei doni ai bambini da parte di Babbo Natale, evento che era stato previsto con l’assessora Chiara Marotti, poi per i recenti sviluppi causa Covid19 che ha colpito la stessa assessora abbiamo preferito annullare l’appuntamento. Così come è stato annullata la lotteria tradizionale che la nostra associazione organizzava fino a ieri a conclusione dei festeggiamenti natalizi. Soppressa e rinviata a data da destinarsi. Tuttavia – continua sempre il governatore della Cv – garantiamo tutti i servizi previsti dalla Protezione Civile e siamo sempre pronti a intervenire nei casi di necessità e qualora dovesse essere dichiarata dall’Asl l’emergenza”. Ma il Natale è prevalentemente una ricorrenza religiosa, quella che richiama alla partecipazione alle messe molti fedeli, in special modo la notte di Natale che rievoca la nascita del Bambinello nella capanna di Nazareth. “Le messe celebrate in Duomo – dice don Sergio Trespi – saranno tre come in ogni festività, anche se la Congregazione del Culto divino ha concesso che si possono officiare in questo particolare momento fino a quattro messe nel giorno di Natale. Quindi nessuna messa alla Mezzanotte, bensì sarà celebrata alle 18, come alla domenica. È saltata la liturgia penitenziale che si sarebbe dovuta tenere con la partecipazione dei fedeli, ma poi per tutto il resto il calendario sarà sempre lo stesso”. Anche il mondo della scuola è impegnato a far fronte alla situazione. “Il Consiglio d’Istituto che si è riunito ieri – ha detto il preside dell’Isis Foresi, Enzo Fazio – ha già fissato la ripresa delle attività scolastiche al 75 per cento il 7 gennaio 2021. I laboratori comunque non si sono mai fermati, come si sta provvedendo sistematicamente alla igienizzazione di locali come da programma”. “Per far vivere il clima natalizio anche fuori dal nostro centro storico – aggiunge il presidente della ProLoco. Luca Scaglimbeni – abbiamo provveduto a collocare alberelli in piazza Marinai d’Italia, alle Ghiaie e nella frazioni di San Giovanni e Magazzini. E poi – conclude – diamo appuntamento a tutti a leggere il messaggio (resterà fino all’Epifania) che un ideogramma proietterà sulla facciata del palazzo delle ex Poste, sperando che ci porti bene.”


lunedì 14 dicembre 2020

Sospetti boati a largo di Montecristo


 CAMPO NELL’ELBA
Un boato, l’ennesimo, avvertito l’altro ieri mattina sul versante sud occidentale dell’Elba che comprende i paesi di Campo nell’Elba e Marciana, con le frazioni di Chiessi e Pomonte, e, stando a quanto si è letto sui social, il rumore è stato sentito anche a Portoferraio, al punto che qui è stato attribuirlo alle attività estrattive di Colle Reciso. “Non è stato registrato dalla nostra stazione – dice Gianmario Gentini, referente della Protezione civile per i paesi del versante occidentale dell’Elba - in quanto abbiamo il dispositivo fuori uso per un guasto tecnico”. Mancando il supporto scientifico del fenomeno, si è fatto ricorso allora alla memoria storica di questi scoppi improvvisi. Due finora le strade intraprese per giungere alle cause degli avvenimenti. La prima è l’origine antropica attribuita al passaggio di jet supersonici che hanno superato la barriera del suono nei cieli che sovrastano l’Elba. La seconda è riferibile ad attività geofisiche che si verificano sulla piattaforma continentale fra Montecristo, Corsica e Pianosa. Il boato, quindi, sarebbe riconducibile a uno dei "vulcani di fango" che si trovano a tre-quattro chilometri di profondità nel tratto di mare compreso fra queste isole, la cui esistenza sarebbe stata riscontrata nel 2017. Per far luce su questi intermittenti fenomeni erano stati due sismografi presenti su questo lato dell’Isola e un terzo a Montecristo, con pochi risultati finora raggiunti. Si sa che il fondale marino in questa superficie è costituito da strati di argilla sotto la quale si è andata accumulando una grande quantità di gas che, non appena riesce a creare un varco, produce piccole esplosioni di metano, molto simili a eruzioni. Può essere questa la causa. Ma fino a quando non ci saranno dati scientifici è difficile attribuirne l’origine. “La Fondazione Parsec – aggiunge Gentini – ha presentato al parco nazionale un progetto per l’installazione di una rete locale sottomarina di monitoraggio infrasonico e una rete locale sismica. Il progetto non è mai partito – conclude - forse anche a causa dell’impasse gestionale o forse per chissà quale altro motivo”.