lunedì 6 aprile 2026

A spasso nel Faro di Forte Stella

 La Lanterna Leopoldina, come è comunemente chiamato il Faro di Forte Stella, viene restituito alla fruizione della collettività mediante visite guidate grazie a un accordo raggiunto tra Marina Militare (il sito rientra nella sua disponibilità logistica) e l’Ufficio Cultura e Turismo del Comune. Tra le due istituzioni è stata infatti sottoscritta una collaborazione, il cui scopo è la “promozione di iniziative di valorizzazione del patrimonio locale, favorendone la conoscenza e la fruizione”. È quanto si legge nella delibera che la giunta Nocentini ha approvato recentemente. "Il faro di Forte Stella - ha illustrato agli assessori Lorenza Burelli - rappresenta un bene di rilevante valore storico, culturale e paesaggistico per la Città di Portoferraio", andando quindi ad approvare il "Progetto Stella: dentro il Faro", predisposto dalla stessa Marina Militare. La giornata inaugurale degli accessi contingentati e organizzati a piccoli gruppi è fissata per giovedì 9 aprile con due turni di visite. Il primo, quello mattutino, alle 10,30; il secondo pomeridiano alle 16. È obbligatoria la prenotazione con numero massimo di 30 persone a turno e dieci per volta sul Faro. Fu il Granduca Leopoldo a far erigere, in sostituzione dell'antico fanale, l'attuale faro circolare che porta tutt'ora i segni delle cannonate ricevute durante l'assedio di Portoferraio dalle navi inglesi e anche la lapide fu seriamente danneggiata. "Fu sostituita - ricorda Giuseppe Battaglini, esperto della storia dell’Elba - con un altro marmo nel 1815, quando la Toscana ripassò sotto il Granducato e l'Elba fu riunificata. Sulla lapide è scritto in latino la motivazione per aver costruito in quella zona una lanterna 'per la salvezza dei naviganti e per incrementare il commercio'. Che, guarda caso, è la trasposizione dal greco della formula che era incisa sul Faro di Alessandria, una delle sette meraviglie del mondo antico, oggi andato completamente distrutto". Il “Progetto Stella: Dentro il Faro” è senza dubbio un’iniziativa che mira a restituire centralità a uno dei simboli più suggestivi dell’isola d’Elba, poco messo a disposizione della comunità. La Lanterna Leopoldina, oltre a essere l’emblema caratterizzante per chi si avvicina in nave al golfo di Portoferraio (lo storico Sebastiano Lombardi lo definì “il più bello e maestoso di quanti si trovi nel Mediterraneo”), si trasforma in luogo d’incontro ricco di contenuti culturali. Per la gestione delle prenotazioni è stato individuato il seguente indirizzo email istituzionale: culturaeturismo@comune.portoferraio.li.it, di competenza dell’ufficio Cultura e Turismo della Biscotteria.


lunedì 12 gennaio 2026

Il Campeggio di Nisportino dopo 10 anni ha un nuovo padrone

 È stato finalmente acquistato il Campeggio di Nisportino, una realtà importantissima, un rilancio di sviluppo di una parte del territorio che era ferma da anni”. Lo ha annunciato il sindaco del Comune di Rio, Marco Corsini nel consiglio comunale del 30 dicembre scorso. Il nuovo proprietario risulta essere la famiglia Ederle di origine veronese, attuale proprietaria della Tenuta delle Ripalte (Capoliveri), una delle più grandi aziende agricole dell’Elba dall’alto dei suoi 450 ettari circa, Il Campeggio di Nisportino risale alla prima metà degli anni Sessanta, quando gli eredi della famiglia Taddei Castelli, detentrice del diritto di patronato sulla chiesa di Rio nell'Elba, nonché proprietaria di un largo appezzamento di terra compreso anche il casolare, vendettero le loro particelle a una società privata francese che gestiva un altro campeggio a San Vincenzo. Si posero le basi per creare in questa valle il primo Villaggio di vacanze, perfettamente inserito in una natura non ancora contaminata. Fu il cambio di destinazione dell’utilizzo del territorio nisportinese, prima a vocazione agricola e rurale con alcune proprietà di famiglie locali radicate da generazioni, tra cui la famiglia Taddei Castelli, nome storico collegato a tradizioni locali e vecchie proprietà nell’entroterra e lungo la costa elbana. E poi scopertosi a vocazione turistica e vacanziera. Passata però l’onda della novità rappresentata dal Club Mediterranée che metteva a disposizione dei suoi ospiti i famosi ‘tucul’, le caratteristiche capanne in stile polinesiano già esistenti nel Paradù di Donoratico, il villaggio più grande della costa negli anni '60 e '70, simbolo di un turismo naturista.

La spinta si esaurì negli anni '90 che portò alla chiusura della struttura. Nei primi anni del Duemila il villaggio passò di mano in mano di imprenditori senza però più raggiungere i traguardi del primo insediamento turistico. “Da quando sono stato eletto sindaco – ha continuato Corsini – ho sempre sentito parlare di questo campeggio che non si riusciva a vendere, che non c’era nessuno disposto ad acquistarlo, che chi voleva comprarlo esigeva permessi di ampliamento nel giro di 6 mesi. Difficile rientrarci a causa della normativa regionale. Finalmente oggi ci sono persone che intendono investire denaro, ma tanto denaro, sul nostro territorio. Forse piano piano stiamo ritornando a essere appetibili a livello di capitali extra isolani. Questo – ha concluso il sindaco – non può che essere un segno ben augurante”. Non è da escludere allora, conoscendo la caratteristica della famiglia Ederle, che predilige l'attività agricola e vinicola, che si torni un po’ alle origini, riuscendo a coniugare anche a Nisportino produzione vinicola di qualità con vini tipici elbani e mediterranei con l’ospitalità di un certo livello, proponendo attività sportive, culturali ed escursioni nel parco dell’arcipelago.

venerdì 26 settembre 2025

Porto Azzurro, nasce l'Asili Nido

 Un progetto lungo tre anni, e oggi finalmente realizzato. Il sindaco Maurizio Papi ha voluto tagliare il nastro tricolore nella cerimonia di inaugurazione del primo Asilo Nido portoazzurrino. “L’abbiamo fortemente voluto questo asilo – ammette il primo cittadino – ed oggi si corona finalmente un sogno lungo tre anni”. Era il novembre 2022 quando si cominciò la prima volta in giunta a prevedere la realizzazione di un asilo nido e fu anche fortemente presa in considerazione per offrire un’ulteriore possibilità alle suore della Compagnia delle Figlie della Carità di San Vincenzo De' Paoli, in predicato di lasciare il paese dopo più di cento anni di permanenza e servizio sull’Isola, di continuare la loro missione, in considerazione del fatto che l’intera struttura edilizia era (ed è ancora) di proprietà della Figlie della Carità. “Poi sappiamo tutti – ha continuato il sindaco – come è andata a finire. Tre anni per vedere concretizzarsi un sogno: questi sono i tempi della burocrazia italiana”. Da dove prende le mosse il progetto di un Asilo Nido nel comprensorio? Dalla necessità di andare incontro alle esigenze e alle necessità delle famiglie della comunità. “Ci sono tanti nuclei familiari – ha precisato Maurizio Papi – che per tirare avanti dignitosamente bisogna lavorare in due. Questa realtà è un modo per favorire tale situazione, facendo in modo che le mamme possano avere un punto di riferimento per tenere i bambini durante l’orario di lavoro”. Attualmente la struttura è frequentata da 16 bambini dai 12 ai 36 mesi: l’asilo è aperto da lunedì a venerdì, rispettando il seguente orario: 8 – 15,30; alle 11,30 è previsto il pranzo, con la prima uscita alle 13 – 13,30; e con la seconda uscita alle 15 – 15,30.


domenica 21 settembre 2025

Spiaggia di Sansone e Seccione out

 


Tre ordinanze relative a tre spiagge che sono state colpite recentemente dai nubifragi abbattutisi recentemente sull’Elba. Si tratta, per entrare nello specifico, di Sansone, Seccione e Viticcio. Per le prime due è entrata in vigore l’ordinanza d’interdizione alle spiagge, considerata la difficoltà di raggiungere queste rinomate località della costa bianca di Portoferraio. E invece per Viticcio è operativa da alcuni giorni la disposizione di divieto di balneazione. “Provvedimento dovuto – ha spiegato al Tirreno il vicesindaco Claudio De Santi - dopo che è giunta agli Uffici della Biscotteria la comunicazione dell'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana (ARPAT), con la quale ci venivano segnalati i risultati sfavorevoli delle analisi relative ai parametri enterococchi intestinali effettuate sul campione di acqua di mare prelevato nello specchio di mare antistante la frazione del Viticcio. Pertanto ci è parso doveroso provvedere all’interdizione temporanea della balneazione all’interno della spiaggia. Se da una parte abbiamo avuto la sfortuna di far chiudere la stagione dei bagni in questo tratto di mare, dall’altra bisogna considerare che il provvedimento giunge agli sgoccioli dell’estate, quando bussa ormai alle porte l’autunno. Tutto sommato, non sono un dramma questi pacchetti di lavori manutentivi. Inoltre c’è da considerare – continua il vicesindaco - che era nei nostri programmi prevedere interventi di ripristino alle spiagge e di manutenzione straordinaria all’accesso di queste secondo il programma che la giunta si era dato. Come anche su Seccione avevamo messo in cantiere la previsione di un’ulteriore messa in sicurezza di questa località che è molto appetibile per numerosi ospiti stagionali, compresi anche gli stessi residenti. La novità maggiore e quella che ci ha colti maggiormente di sorpresa è stato la frana che si è verificata a Sansone, un vero gioiello di spiaggia incontaminata non solo per Portoferraio, ma per tutta l’Elba, super gettonata nelle preferenze degli utenti con la sua immagine da cartolina così tanto veicolata sui media nazionali e non solo”. Appare diversa la situazione alle Viste, a ridosso del centro storico della Città. Anche qui si erano riscontrati smottamenti lungo il percorso di accesso al mare. “Ma siamo riusciti – dice il vicesindaco - a liberare il percorso invaso dalla frana da monte, permettendo all’esercizio commerciale di non compromettere la stagionalità. Come si vede dal quadro generale, abbiamo il nostro daffare. Siamo in ballo e balliamo. Da una disanima precedente avevamo quantificato una spesa generale di circa 630 mila euro. Ora alcune cose sono nel frattempo cambiate. Aspettiamo che si insedi a Firenze – conclude De Santi – la nuova giunta, per procedere agli aggiornamenti dei prezzi e richiedere quindi i finanziamenti alla stessa Regione”.

giovedì 4 settembre 2025

Festeggiamenti in onore della Madonna di Monserrato

 Torna la luce elettrica a illuminare lo storico santuario di Monserrato. Accade proprio nella settimana in cui si promuovono eventi tra il sacro e il profano organizzati in onore della Madonna di Monserrato, come è costume farlo ogni anno. Manifestazioni che culmineranno con sabato 6 settembre. Come si ricorderà, i primi di agosto scorso, gli operai incaricati dal Comuni tranciarono i fili elettrici che portavano corrente al santuario e negli ambienti limitrofi, nel lasso si tempo in cui si svolgevano, dopo le 21,30, incontri culturali di varia natura con relatori locali (e non solo) e storici affermati i cui obiettivi si focalizzavano attorno alla “valorizzazione della storia e del territorio insulare in genere e in modo particolare riguardo il comprensorio portoazzurrino, senza tralasciare il discorso di far conoscere il santuario e l’annesso eremo coi colori della notte, nel momento in cui – conclude la note del comitato promotore degli incontri serali - la suggestione del cielo stellato porta l’uomo anche a riflessioni più profonde”, solo che davvero si stava al buio con illuminazione di torce a batteria oppure di candele e candelabri, come si usava nei secoli passati. Immediata la reazione del comitato e di molti cittadini del Comune che hanno scritto all’amministrazione chiedendo spiegazioni e per conoscere il motivo del trattamento così repentino. “Dopo l’incontro avvenuto con il parroco don Maciej Krzysztof Siepietowski, meglio conosciuto in paese come don Mattia e con il parroco di Capoliveri, Francesco Guarguaglini facente funzioni del vescovo della Diocesi per gli affari dell’Elba – ha detto il sindaco Maurizio Papi – che è stato chiarificatore abbiamo dato incarico di riallacciare i cavi elettrici del santuario, proprio nella settimana in cui il luogo sacro sarà frequentato da molti fedeli del paese e dagli altri comuni isolani”. I festeggiamenti della Madonna di Monserrato si concluderanno sabato prossimo con il corteo storico per le vie cittadine organizzato dal Comune e dal Gruppo Storico Tercio de Longone e con lo spettacolo pirotecnico della ditta Morsani di Belmonte Sabina (Rieti), sulla diga foranea “Molo Aladino Adami”.



sabato 23 agosto 2025

Elba, luglio 2025 luci e ombre

 

PORTOFERRAIO

Luci e ombre per tutto il mese di luglio nel comparto alberghiero dell’Elba. In perfetta linea con quanto avvenuto sulla costa tirrenica, anche se la maggiore isola della Toscana, rispetto alle località più conclamate del comprensorio ha sostanzialmente tenuto in fatto di presenze. Anche se si avverte l’assenza di un osservatorio complessivo che raccolga i dati di imbarco e sbarco sulle navi, gli affittacamere affidati a ospiti, oltre alle presenze nel settore alberghiero. Ma torniamo alle oltre duecento strutture ricettive elbane. I numeri sono forniti dal centro studi HBenchmark dell’associazione degli Albergatori Confcommercio. “Il comparto ricettivo – si legge nella nota -registra un luglio con un’occupazione in lieve crescita per le strutture da 3 a 5 stelle, mentre rilava una lieve flessione per le strutture a due stelle e residenziali rispetto al luglio 2024. La durata del soggiorno mostra una leggera riduzione della permanenza con l’aumentare della categoria, probabilmente per fattori di prezzo, ma soprattutto perché è variata la tipologia dei clienti”. La novità è rappresentata dai B&B, che risultano in crescita (35%) e mezza pensione (al 40%). “La vera differenza – continua il comunicato - sta nei canali di vendita dove cresce il diretto 70% (soprattutto con prenotazione diretta tramite proprio sito web 17%) mentre le OTA (Booking,Arb..) 20%; i tour operator sono al 7.2%”. Nella classifica dei clienti che amano di più l’Elba, al primo posto assoluto si piazzano gli Italiani, che quest’anno hanno raggiunto il 72.6%. Staccati (e di molto) troviamo gli svizzeri (8.1%), i tedeschi (4.8%), gli austriaci (2.1%), ai quali si aggiungono gli ospiti provenienti da altre nazionalità (9,7%), che sono aumentati in modo molto significativo. “Risulta evidente – riflettono gli albergatori - che il mercato è cambiato con un numero importante di turisti nuovi americani, cechi, nord Europa, (probabilmente in arrivo dalle città d’arte). L’assenza di una pressione di prenotazione forte ha premiato chi è stato in grado di aggiornare in tempo reale sul proprio sito le disponibilità e chi ha predisposto offerte anche per soggiorni di pochi giorni, mentre chi non ha usato politiche di prenotazioni più dinamiche, rispondendo immediatamente, ha avuto qualche calo”. Le previsioni della prima settimana di agosto sono un po’ incerte, mentre buono si presenta nel complesso il mese di agosto. Il reparto Camping e Villaggi segna un calo di 1.7%, specialmente per bungalow, villette e case mobili, meglio le piazzole e campeggio. Permanenza media stabile in circa 10 notti con aumento della clientela italiana. “La pressione della domanda per agosto – conclude la nota - risulta positiva per l’intero comparto open air. Anche per il turismo all’aria aperta sono state favorite le attività con politiche di prenotazione più dinamiche e con prenotazioni sui propri siti on line che infatti risultano in crescita”.

lunedì 17 marzo 2025

Il FAI sbarca all’Elba



Sabato 22 e domenica 23 marzo tornano per la 33ª edizione le Giornate FAI di Primavera, il principale evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese, organizzato dal FAI in 400 città, grazie all’impegno e all’entusiasmo di migliaia di volontari attivi in tutte le regioni. Una grande festa all’insegna di arte, cultura e natura che quest’anno coincide con il cinquantenario della nascita del FAI. Un gruppo di Apprendisti Ciceroni dell’Istituto Statale di Istruzione Superiore “Raffaello Foresi”, accompagnerà 8/10 persone (con partenze ogni 20 minuti circa, dalle 11 alle 18, contributo a partire da 3 euro) nella visita della chiesa di Santo Stefano alle Trane, in collaborazione con la parrpcchia. Il tour sarà animato da volontari narratori del Foresi. Il tempio sorge su una collinetta in parte punteggiata da olivi, a una trentina di metri sul livello del mare. Davanti a essa si stende la piana di Magazzini, che si affaccia sulla rada di Portoferraio. Alle sue spalle fa da corona il sistema collinare culminante in Cima del Monte e monte Castello. Visibile anche il Colle del Volterraio con i ruderi del castello. L'edificio fu costruito nel XII secolo ed è dedicato a Santo Stefano. Nell'azione dei pirati del 1442, risale l'evento più disastroso per la piccola chiesa, a seguito del quale fu necessario un primo restauro. Da ricordare inoltre, le numerose scorrerie barbaresche della metà del Cinquecento; nel 1747 un fulmine colpì il tetto, danneggiandolo gravemente e Santo Stefano fu abbandonata. Nella prima metà dell'Ottocento la cappella era di proprietà dei Senno e nel 1886 passò nelle mani della famiglia Foresi, che la donò nel 1960 alla diocesi di Massa e Populonia. Si arriva così ai giorni nostri. Fino agli inizi degli anni 1970 la chiesa era totalmente abbandonata; fu allora che i fedeli intrapresero un'opera di restauro finalizzato alla conservazione dell'edificio ed alla riapertura al culto. L'edificio è a navata unica, conclusa da un'abside semicircolare. Ha la forma di un rettangolo irregolare: la larghezza della facciata è più ampia di quella del lato posteriore. L'interno è illuminato da quattro piccole monofore a doppia strombatura. La struttura muraria è principalmente in filaretti orizzontali di calcare alberese in uguale altezza, spesso intervallati da piccoli conci, posti sia in orizzontale che verticale e da corsi e zeppe tabulari. Sebbene tutte le bozze siano in alberese estratto da cave locali, il colore di esse varia dal bianco avorio al giallo lucente, seguendo tutte le tonalità intermedie, segno che molte pietre vengono da altri edifici o sono state preparate e sbozzate in periodi diversi. La facciata è la più interessante delle romaniche isolane: è formata da tre arcate cieche, separate da lesene, a sua volta sormontate da lesene trabeate, che circoscrivono tre spazi rettangolari disadorni. Nella parte superiore si trova la caratteristica finestrella a croce greca, uguale a quella che si trova nella parete opposta, sopra l'abside. E' probabile che la facciata sia stata concepita sul modello del rivestimento dei fianchi del duomo di Pisa.