giovedì 25 giugno 2026

Il quadro di San Mamiliano restaurato

 Ieri mattina si è concluso il laboratorio degli studenti americani provenienti dalla scuola di restauro di Firenze della dottoressa Roberta Lapucci, Lorenzo de’ Medici, impegnati nel recupero conservativo del quadro di San Mamiliano, protettore dell’Isola di Montecristo, custodito nella chiesetta del porto di Marina di Campo. “Si è trattato – ha riconosciuto al Tirreno Giorgio Giusti, presidente del Gruppo Storico La Torre – di un ottimo intervento di recupero condotto con molta professionalità e attenzione, dotto la guida della dottoressa Lapucci che non ci stancheremo mai di ringraziare. La questione del restauro era aperta da anni. Già nell'agosto 2015 il nostro Gruppo Storico Culturale aveva sottoposto all'attenzione del pubblico la grave situazione in cui versava il quadro. Oggi tutti i nostri timori e paure sono fugate. Siamo persino riusciti a risalire alla data esatta in cui il quadro è stato fatto. È il 1853 e l’autore non è più ignoto, come si legge nella guide storiche dell’Elba, ma ha un nome e cognome. Si tratta del pittore Giuseppe Fossi”. La tela, che misura 190×290 cm, ritrae il Santo vestito dei paramenti sacri nell'atto di schiacciare il drago ed è l'unico esemplare all'Elba con una simile rappresentazione. Sono facilmente distinguibili e riconoscibili sullo sfondo l’isola di Montecristo, dove il vescovo di Palermo, nel V secolo, si rifugiò per sfuggire alle persecuzioni dei Vandali guidati da Genserico, che imponevano con la violenza il culto ariano, come pure il porto della Marina di Campo. Il quadro si conserva nell’omonima chiesetta, un piccolo edificio di culto ora inglobato nell'area urbana di Marina di Campo, legato alla venerazione del santo molto sentito in tutto l'arcipelago toscano. È stato ripreso a tutto tondo al centro della tela, nell’atto in cui si presta a uccidere il drago. “Presentava discreti problemi conservativi – continua sempre Giorgio Giusti – Anche la cornice in cui era fermato il dipinto aveva non pochi problemi. Abbiamo avuto la fortuna di ospitare il gruppo di studenti restauratori che hanno lavorato con amore e dedizione e ci hanno regalato un’opera molto importante per la nostra comunità e per l’Isola tutta”. Ieri sera ha avuto luogo a partire dalle 21,30 la conferenza finale presso il giardino interno al Club del Mare di Marina di Campo, dove sono stati illustrati tutti i passaggi eseguiti sul dipinto del Santo di Montecristo. “È stata anche l'occasione - ha concluso infine il presidente della Torre - per porgere all'intero gruppo di restauro il nostro più sentito ringraziamento a nome di tutto il Gruppo Storico Culturale la Torre e tutti i cittadini legati alla cultura del nostro territorio, nella speranza che in futuro si possa ripetere questa positiva esperienza che ha visto la fondamentale partecipazione al progetto di una struttura alberghiera di Marina di Campo”.


venerdì 19 giugno 2026

MUSEI NAZIONALI DELLE RESIDENZE NAPOLEONICHE DELL’ISOLA D’ELBA - Concluso il grande progetto di restauro finanziato dal PNRR

 


Si conclude uno dei più importanti interventi di recupero e valorizzazione realizzati negli ultimi decenni sul patrimonio culturale dell’Isola d’Elba. Venerdì 19 giugno 2026, alla presenza della Direttrice regionale Musei nazionali Toscana del Ministero della Cultura, Carlotta Paola Brovadan, del Sindaco di Portoferraio Tiziano Nocentini e delle autorità civili e culturali del territorio, saranno inaugurati i giardini delle Residenze Napoleoniche dell’Isola d’Elba restaurati e riaperta la Palazzina dei Mulini, al termine del complesso progetto di restauro finanziato attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che restituisce al pubblico di cittadini e turisti l’intera bellezza dei giardini, ampie porzioni di percorsi, bastioni e aree verdi rimaste per lungo tempo inaccessibili o compromesse.

Contestualmente sarà inaugurata la mostra antologica “50 Years of Creation” del Maestro Andrea Roggi, un grande progetto espositivo che celebra cinquant’anni di attività artistica attraverso un percorso diffuso tra la Palazzina dei Mulini, Villa San Martino e il Molo Elba di Portoferraio.

La riapertura al pubblico delle Residenze Napoleoniche avverrà dal giorno successivo, sabato 20 giugno.

Un investimento PNRR da due milioni di euro

L’intervento, finanziato integralmente dal Ministero della Cultura nell’ambito dell’Investimento PNRR 2.3 “Programmi per valorizzare l’identità dei luoghi: parchi e giardini storici”, ha beneficiato di un finanziamento complessivo di 1.999.980 euro.

I Musei Nazionali delle Residenze Napoleoniche dell’Isola d’Elba – Villa San Martino e Palazzina dei Mulini – erano stati selezionati tra i migliori progetti nazionali dedicati al recupero dei giardini storici, riconoscendo l’eccezionale valore storico, paesaggistico e culturale dei luoghi che ospitarono Napoleone Bonaparte durante il suo esilio elbano tra il 1814 e il 1815.

L’obiettivo dell’intervento è stato quello di restituire leggibilità storica e piena fruibilità a un sistema monumentale unico, ampliando le aree accessibili al pubblico e rafforzando il rapporto tra le residenze napoleoniche e il territorio circostante. L’intervento nasce da un ampio lavoro di ricerca storica, archivistica e paesaggistica che ha permesso di ricostruire l’evoluzione delle due residenze e dei loro spazi aperti, approfondendo il rapporto tra architettura, paesaggio e progetto napoleonico dell’isola. Lo studio ha evidenziato come Napoleone considerasse i giardini parte integrante della propria visione politica e residenziale: non semplici spazi ornamentali, ma luoghi produttivi, di rappresentanza e di controllo del territorio.



Il restauro dei Giardini storici della Palazzina dei Mulini

il recupero dei giardini della Palazzina dei Mulini, nel cuore della cittadella medicea di Portoferraio è stato sviluppato attraverso un rigoroso approccio filologico fondato sullo studio della documentazione storica, delle stampe ottocentesche e delle testimonianze archivistiche che descrivono l’assetto dei giardini durante il soggiorno napoleonico.

Il restauro ha consentito di ripristinare il disegno storico del giardino all’italiana, recuperando percorsi, terrazzamenti, visuali panoramiche e aree botaniche, con la reintroduzione delle essenze arboree e arbustive documentate nelle fonti storiche.

Particolare attenzione è stata dedicata alla ricostruzione del rapporto tra il giardino napoleonico e il sistema dei bastioni medicei, restituendo continuità tra architettura, paesaggio e fortificazioni storiche.

I visitatori potranno nuovamente percorrere uno degli spazi più suggestivi dell’isola: oltre 5.000 metri quadrati di giardini affacciati sulla rada di Portoferraio e sul mare aperto, da sempre considerati parte integrante della residenza imperiale.

Villa San Martino e il Parco napoleonico

A Villa San Martino il progetto si è concentrato sul recupero del rapporto tra la residenza e il paesaggio rurale e forestale circostante, secondo l’originaria concezione napoleonica della “tenuta modello”, dedicata insieme agli otia del gentiluomo di campagna e alla sperimentazione agricola.

Sono stati restaurati e messi in sicurezza i percorsi storici, recuperate le connessioni con il sistema ambientale del territorio elbano e valorizzati gli elementi architettonici e naturalistici presenti nel parco. Il restauro si è concentrato sulle architetture vegetali, sul recupero delle specie storiche, con la riqualificazione delle pavimentazioni, il miglioramento dell’accessibilità e la valorizzazione delle visuali storiche e paesaggistiche, per trasformare i giardini in un sistema culturale e naturalistico aperto e pienamente integrato nel territorio.

L’intervento ha interessato anche il sistema della sentieristica, le fontane ornamentali, le sedute in pietra, le vasche storiche e la Fontana di Napoleone, restituendo al pubblico un articolato percorso immerso in circa 35.000 metri quadrati di parco storico.

Un’attenzione particolare è stata inoltre dedicata all’accessibilità, alla qualità dell’accoglienza e al miglioramento complessivo della fruizione dei due complessi museali.


Un progetto di studio e ricerca

Il restauro è il risultato di un lungo lavoro di ricerca storica, archivistica e paesaggistica che ha consentito di ricostruire l’evoluzione delle due residenze e dei loro spazi aperti.

Gli studi filologici e storici sono stati curati dal Direttore delle Ville Napoleoniche Andrea Camilli; il procedimento è stato seguito dal RUP Luca Gullì con la collaborazione di Luciana Linzalone e Francesca Bacci, mentre la progettazione e la direzione scientifica degli interventi sui giardini sono state affidate allo studio Bellesi Giuntoli.

L’intero percorso progettuale è illustrato nel volume “I giardini delle Residenze Napoleoniche dell’Isola d’Elba. La storia e il progetto di restauro”, a cura di Andrea Camilli e Luca Gullì, pubblicato da Pacini Editore.


Il progetto rappresenta uno degli interventi più significativi degli ultimi decenni sul patrimonio napoleonico dell’Elba e costituisce un passaggio fondamentale nel processo di rilancio e valorizzazione delle due residenze museali, tra i luoghi più visitati del sistema culturale toscano.

La riapertura del 20 giugno segnerà quindi non solo la restituzione di importanti spazi monumentali alla collettività, ma anche il completamento di un articolato percorso di studio, tutela e rigenerazione paesaggistica che restituisce nuova leggibilità storica ai luoghi vissuti da Napoleone durante il suo esilio elbano.

I lavori non si esauriscono con queste realizzazioni; sono previsti a breve la completa revisione dei percorsi di visita, con un articolato sistema di didattica, la realizzazione di nuovi ingressi e ulteriori interventi di valorizzazione delle aree e degli edifici parte dei complessi

“50 Years of Creation”

L’arte di Andrea Roggi nelle Residenze Napoleoniche

La conclusione dei lavori coincide con l’inaugurazione di “50 Years of Creation”, la grande mostra antologica dedicata ad Andrea Roggi.

Dopo la presentazione internazionale alle Galeries Bartoux di Parigi, il progetto approda all’Isola d’Elba sviluppandosi tra la Villa dei Mulini, la Villa di San Martino e un’installazione monumentale sul Molo Elba di Portoferraio, proponendo un dialogo originale tra arte contemporanea, storia e paesaggio.

50 Years of Creation offre l’occasione per rileggere l’evoluzione della ricerca di Roggi, dagli esordi degli anni Ottanta fino alle opere più recenti. Al centro della sua poetica si ritrovano temi che attraversano l’intero percorso dell’artista: il rapporto tra uomo e natura, il simbolo dell’Albero della Vita, l’idea di crescita, rinascita e connessione tra le generazioni.

Nel corso dei decenni Roggi ha sviluppato un linguaggio immediatamente riconoscibile, caratterizzato da figure umane che si fondono con elementi vegetali e da un costante equilibrio tra forza plastica e tensione spirituale. Parallelamente ha approfondito la propria ricerca tecnica, arrivando a elaborare la fusione dinamica, procedimento che consente alle sue sculture monumentali di svilupparsi nello spazio attraverso equilibri complessi e forme sospese.

La mostra all’Isola d’Elba non si presenta come una semplice antologica, ma come un racconto che mette in relazione opere, luoghi e memoria. Le sculture dialogano infatti con gli spazi legati alla presenza napoleonica sull’isola, costruendo un percorso che attraversa architetture storiche, scorci affacciati sul mare e luoghi simbolici della città di Portoferraio.

Attraverso 50 Years of Creation, il pubblico è invitato a ripercorrere una ricerca artistica che nell’arco di mezzo secolo ha mantenuto una forte coerenza poetica, continuando al tempo stesso a rinnovarsi nel confronto tra materia, natura e visione contemporanea.


Napoleone e il Premio Letterario: il libro come fondamento di memoria e conoscenza

Nell'ambito dell'apertura straordinaria di sabato 20 giugno, alle ore 17.45, nelle sale della Palazzina dei Mulini si terrà il lancio ufficiale della 54ª edizione del Premio Letterario Internazionale Isola d’Elba, promosso dal Comitato del Premio in occasione dei 150 anni del Corriere della Sera, in collaborazione con il Comune di Portoferraio, la Gestione Associata per il Turismo e le associazioni di categoria elbane. La presenza nelle ville napoleoniche di una tale iniziativa non è casuale, ma strettamente collegata con l'istituzione della prima biblioteca civica dell'Isola, conseguenza diretta del lascito di Napoleone all'Isola d'Elba all'atto della sua partenza, che ha comportato il conferimento al popolo elbano della biblioteca privata dell'Imperatore, quella stessa costituita dai volumi scelti che lo avevano seguito in esilio da Fontainebleau.  

La mostra “50 Years of Creation” è compresa nel biglietto di ingresso dei Musei Nazionali delle Residenze Napoleoniche.

Aperture straordinarie per il fine settimana inaugurale

Palazzina dei Mulini e Villa San Martino

sabato 20 e domenica 21 giugno 2026, ore 9.00 – 18.30 ultimo ingresso ore 18.00

Successivamente entreranno in vigore i consueti orari di apertura alternata delle due sedi museali.

Palazzina dei Mulini:

lunedì e giovedì 14.00-18.30 (ultimo ingresso ore 18.00); 

martedì chiusura settimanale; 

mercoledì e venerdì 09.00-13.30 (ultimo ingresso ore 13.00); 

sabato, domenica e festivi 09.00-13.30 (ultimo ingresso ore 13.00). 

Villa di San Martino: 

lunedì chiusura settimanale; 

martedì e giovedì 09.00-13.30 (ultimo ingresso ore 13.00); 

mercoledì e venerdì 14.00-18.30 (ultimo ingresso ore 18.00); 

sabato, domenica e festivi 09.00-13.30 (ultimo ingresso ore 13.00). 





___________________Uffici stampa, promozione e comunicazione 




lunedì 6 aprile 2026

A spasso nel Faro di Forte Stella

 La Lanterna Leopoldina, come è comunemente chiamato il Faro di Forte Stella, viene restituito alla fruizione della collettività mediante visite guidate grazie a un accordo raggiunto tra Marina Militare (il sito rientra nella sua disponibilità logistica) e l’Ufficio Cultura e Turismo del Comune. Tra le due istituzioni è stata infatti sottoscritta una collaborazione, il cui scopo è la “promozione di iniziative di valorizzazione del patrimonio locale, favorendone la conoscenza e la fruizione”. È quanto si legge nella delibera che la giunta Nocentini ha approvato recentemente. "Il faro di Forte Stella - ha illustrato agli assessori Lorenza Burelli - rappresenta un bene di rilevante valore storico, culturale e paesaggistico per la Città di Portoferraio", andando quindi ad approvare il "Progetto Stella: dentro il Faro", predisposto dalla stessa Marina Militare. La giornata inaugurale degli accessi contingentati e organizzati a piccoli gruppi è fissata per giovedì 9 aprile con due turni di visite. Il primo, quello mattutino, alle 10,30; il secondo pomeridiano alle 16. È obbligatoria la prenotazione con numero massimo di 30 persone a turno e dieci per volta sul Faro. Fu il Granduca Leopoldo a far erigere, in sostituzione dell'antico fanale, l'attuale faro circolare che porta tutt'ora i segni delle cannonate ricevute durante l'assedio di Portoferraio dalle navi inglesi e anche la lapide fu seriamente danneggiata. "Fu sostituita - ricorda Giuseppe Battaglini, esperto della storia dell’Elba - con un altro marmo nel 1815, quando la Toscana ripassò sotto il Granducato e l'Elba fu riunificata. Sulla lapide è scritto in latino la motivazione per aver costruito in quella zona una lanterna 'per la salvezza dei naviganti e per incrementare il commercio'. Che, guarda caso, è la trasposizione dal greco della formula che era incisa sul Faro di Alessandria, una delle sette meraviglie del mondo antico, oggi andato completamente distrutto". Il “Progetto Stella: Dentro il Faro” è senza dubbio un’iniziativa che mira a restituire centralità a uno dei simboli più suggestivi dell’isola d’Elba, poco messo a disposizione della comunità. La Lanterna Leopoldina, oltre a essere l’emblema caratterizzante per chi si avvicina in nave al golfo di Portoferraio (lo storico Sebastiano Lombardi lo definì “il più bello e maestoso di quanti si trovi nel Mediterraneo”), si trasforma in luogo d’incontro ricco di contenuti culturali. Per la gestione delle prenotazioni è stato individuato il seguente indirizzo email istituzionale: culturaeturismo@comune.portoferraio.li.it, di competenza dell’ufficio Cultura e Turismo della Biscotteria.


lunedì 12 gennaio 2026

Il Campeggio di Nisportino dopo 10 anni ha un nuovo padrone

 È stato finalmente acquistato il Campeggio di Nisportino, una realtà importantissima, un rilancio di sviluppo di una parte del territorio che era ferma da anni”. Lo ha annunciato il sindaco del Comune di Rio, Marco Corsini nel consiglio comunale del 30 dicembre scorso. Il nuovo proprietario risulta essere la famiglia Ederle di origine veronese, attuale proprietaria della Tenuta delle Ripalte (Capoliveri), una delle più grandi aziende agricole dell’Elba dall’alto dei suoi 450 ettari circa, Il Campeggio di Nisportino risale alla prima metà degli anni Sessanta, quando gli eredi della famiglia Taddei Castelli, detentrice del diritto di patronato sulla chiesa di Rio nell'Elba, nonché proprietaria di un largo appezzamento di terra compreso anche il casolare, vendettero le loro particelle a una società privata francese che gestiva un altro campeggio a San Vincenzo. Si posero le basi per creare in questa valle il primo Villaggio di vacanze, perfettamente inserito in una natura non ancora contaminata. Fu il cambio di destinazione dell’utilizzo del territorio nisportinese, prima a vocazione agricola e rurale con alcune proprietà di famiglie locali radicate da generazioni, tra cui la famiglia Taddei Castelli, nome storico collegato a tradizioni locali e vecchie proprietà nell’entroterra e lungo la costa elbana. E poi scopertosi a vocazione turistica e vacanziera. Passata però l’onda della novità rappresentata dal Club Mediterranée che metteva a disposizione dei suoi ospiti i famosi ‘tucul’, le caratteristiche capanne in stile polinesiano già esistenti nel Paradù di Donoratico, il villaggio più grande della costa negli anni '60 e '70, simbolo di un turismo naturista.

La spinta si esaurì negli anni '90 che portò alla chiusura della struttura. Nei primi anni del Duemila il villaggio passò di mano in mano di imprenditori senza però più raggiungere i traguardi del primo insediamento turistico. “Da quando sono stato eletto sindaco – ha continuato Corsini – ho sempre sentito parlare di questo campeggio che non si riusciva a vendere, che non c’era nessuno disposto ad acquistarlo, che chi voleva comprarlo esigeva permessi di ampliamento nel giro di 6 mesi. Difficile rientrarci a causa della normativa regionale. Finalmente oggi ci sono persone che intendono investire denaro, ma tanto denaro, sul nostro territorio. Forse piano piano stiamo ritornando a essere appetibili a livello di capitali extra isolani. Questo – ha concluso il sindaco – non può che essere un segno ben augurante”. Non è da escludere allora, conoscendo la caratteristica della famiglia Ederle, che predilige l'attività agricola e vinicola, che si torni un po’ alle origini, riuscendo a coniugare anche a Nisportino produzione vinicola di qualità con vini tipici elbani e mediterranei con l’ospitalità di un certo livello, proponendo attività sportive, culturali ed escursioni nel parco dell’arcipelago.

venerdì 26 settembre 2025

Porto Azzurro, nasce l'Asili Nido

 Un progetto lungo tre anni, e oggi finalmente realizzato. Il sindaco Maurizio Papi ha voluto tagliare il nastro tricolore nella cerimonia di inaugurazione del primo Asilo Nido portoazzurrino. “L’abbiamo fortemente voluto questo asilo – ammette il primo cittadino – ed oggi si corona finalmente un sogno lungo tre anni”. Era il novembre 2022 quando si cominciò la prima volta in giunta a prevedere la realizzazione di un asilo nido e fu anche fortemente presa in considerazione per offrire un’ulteriore possibilità alle suore della Compagnia delle Figlie della Carità di San Vincenzo De' Paoli, in predicato di lasciare il paese dopo più di cento anni di permanenza e servizio sull’Isola, di continuare la loro missione, in considerazione del fatto che l’intera struttura edilizia era (ed è ancora) di proprietà della Figlie della Carità. “Poi sappiamo tutti – ha continuato il sindaco – come è andata a finire. Tre anni per vedere concretizzarsi un sogno: questi sono i tempi della burocrazia italiana”. Da dove prende le mosse il progetto di un Asilo Nido nel comprensorio? Dalla necessità di andare incontro alle esigenze e alle necessità delle famiglie della comunità. “Ci sono tanti nuclei familiari – ha precisato Maurizio Papi – che per tirare avanti dignitosamente bisogna lavorare in due. Questa realtà è un modo per favorire tale situazione, facendo in modo che le mamme possano avere un punto di riferimento per tenere i bambini durante l’orario di lavoro”. Attualmente la struttura è frequentata da 16 bambini dai 12 ai 36 mesi: l’asilo è aperto da lunedì a venerdì, rispettando il seguente orario: 8 – 15,30; alle 11,30 è previsto il pranzo, con la prima uscita alle 13 – 13,30; e con la seconda uscita alle 15 – 15,30.


domenica 21 settembre 2025

Spiaggia di Sansone e Seccione out

 


Tre ordinanze relative a tre spiagge che sono state colpite recentemente dai nubifragi abbattutisi recentemente sull’Elba. Si tratta, per entrare nello specifico, di Sansone, Seccione e Viticcio. Per le prime due è entrata in vigore l’ordinanza d’interdizione alle spiagge, considerata la difficoltà di raggiungere queste rinomate località della costa bianca di Portoferraio. E invece per Viticcio è operativa da alcuni giorni la disposizione di divieto di balneazione. “Provvedimento dovuto – ha spiegato al Tirreno il vicesindaco Claudio De Santi - dopo che è giunta agli Uffici della Biscotteria la comunicazione dell'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana (ARPAT), con la quale ci venivano segnalati i risultati sfavorevoli delle analisi relative ai parametri enterococchi intestinali effettuate sul campione di acqua di mare prelevato nello specchio di mare antistante la frazione del Viticcio. Pertanto ci è parso doveroso provvedere all’interdizione temporanea della balneazione all’interno della spiaggia. Se da una parte abbiamo avuto la sfortuna di far chiudere la stagione dei bagni in questo tratto di mare, dall’altra bisogna considerare che il provvedimento giunge agli sgoccioli dell’estate, quando bussa ormai alle porte l’autunno. Tutto sommato, non sono un dramma questi pacchetti di lavori manutentivi. Inoltre c’è da considerare – continua il vicesindaco - che era nei nostri programmi prevedere interventi di ripristino alle spiagge e di manutenzione straordinaria all’accesso di queste secondo il programma che la giunta si era dato. Come anche su Seccione avevamo messo in cantiere la previsione di un’ulteriore messa in sicurezza di questa località che è molto appetibile per numerosi ospiti stagionali, compresi anche gli stessi residenti. La novità maggiore e quella che ci ha colti maggiormente di sorpresa è stato la frana che si è verificata a Sansone, un vero gioiello di spiaggia incontaminata non solo per Portoferraio, ma per tutta l’Elba, super gettonata nelle preferenze degli utenti con la sua immagine da cartolina così tanto veicolata sui media nazionali e non solo”. Appare diversa la situazione alle Viste, a ridosso del centro storico della Città. Anche qui si erano riscontrati smottamenti lungo il percorso di accesso al mare. “Ma siamo riusciti – dice il vicesindaco - a liberare il percorso invaso dalla frana da monte, permettendo all’esercizio commerciale di non compromettere la stagionalità. Come si vede dal quadro generale, abbiamo il nostro daffare. Siamo in ballo e balliamo. Da una disanima precedente avevamo quantificato una spesa generale di circa 630 mila euro. Ora alcune cose sono nel frattempo cambiate. Aspettiamo che si insedi a Firenze – conclude De Santi – la nuova giunta, per procedere agli aggiornamenti dei prezzi e richiedere quindi i finanziamenti alla stessa Regione”.

giovedì 4 settembre 2025

Festeggiamenti in onore della Madonna di Monserrato

 Torna la luce elettrica a illuminare lo storico santuario di Monserrato. Accade proprio nella settimana in cui si promuovono eventi tra il sacro e il profano organizzati in onore della Madonna di Monserrato, come è costume farlo ogni anno. Manifestazioni che culmineranno con sabato 6 settembre. Come si ricorderà, i primi di agosto scorso, gli operai incaricati dal Comuni tranciarono i fili elettrici che portavano corrente al santuario e negli ambienti limitrofi, nel lasso si tempo in cui si svolgevano, dopo le 21,30, incontri culturali di varia natura con relatori locali (e non solo) e storici affermati i cui obiettivi si focalizzavano attorno alla “valorizzazione della storia e del territorio insulare in genere e in modo particolare riguardo il comprensorio portoazzurrino, senza tralasciare il discorso di far conoscere il santuario e l’annesso eremo coi colori della notte, nel momento in cui – conclude la note del comitato promotore degli incontri serali - la suggestione del cielo stellato porta l’uomo anche a riflessioni più profonde”, solo che davvero si stava al buio con illuminazione di torce a batteria oppure di candele e candelabri, come si usava nei secoli passati. Immediata la reazione del comitato e di molti cittadini del Comune che hanno scritto all’amministrazione chiedendo spiegazioni e per conoscere il motivo del trattamento così repentino. “Dopo l’incontro avvenuto con il parroco don Maciej Krzysztof Siepietowski, meglio conosciuto in paese come don Mattia e con il parroco di Capoliveri, Francesco Guarguaglini facente funzioni del vescovo della Diocesi per gli affari dell’Elba – ha detto il sindaco Maurizio Papi – che è stato chiarificatore abbiamo dato incarico di riallacciare i cavi elettrici del santuario, proprio nella settimana in cui il luogo sacro sarà frequentato da molti fedeli del paese e dagli altri comuni isolani”. I festeggiamenti della Madonna di Monserrato si concluderanno sabato prossimo con il corteo storico per le vie cittadine organizzato dal Comune e dal Gruppo Storico Tercio de Longone e con lo spettacolo pirotecnico della ditta Morsani di Belmonte Sabina (Rieti), sulla diga foranea “Molo Aladino Adami”.